Guarnizioni per diver

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alex693
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Guarnizioni per diver

Messaggioda alex693 » 26 ago 2018, 17:56

Ciao a tutti, apro questo topic perchè dopo aver cercato su internet non ho trovato nulla che parli nello specifico del materiale utilizzato per le nostre guarnizioni di tenuta, ci sono schede tecniche specifiche o comunque indicazioni a riguardo ?
I materiali in commercio sono tantissimi, chiaramente devono resistere all'acqua marina, raggi UV, buona resistenza meccanica e resistere a certe temperature .
Grazie ciao
Alessandro

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ovni1964
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Re: Guarnizioni per diver

Messaggioda ovni1964 » 26 ago 2018, 23:09

Ciò che realmente consente ad una cassa di raggiungere un sicuro ed alto valore di isolamento ai fluidi, oltre alle qualità costruttive, sono le guarnizioni o, più tecnicamente, i giunti di tenuta. Il modello a cui si fa maggior riferimento prende il nome di O-Ring. Si tratta di anelli a sezione circolare che, interposti tra due parti, impediscono il passaggio del liquido anche se sottoposti a forti pressioni. Dobbiamo questa semplice, ma utilissima invenzione, ad un tornitore danese (N. Christensen) che, emigrato in America, ne depositò il brevetto nel 1937: la diffusione di questo giunto è stata esponenziale ed oggi è utilizzato in tutto il mondo.

I giunti vengono realizzati in “elastomero” ed esistono centinaia di mescole differenti a seconda dell’uso di destinazione. Si dividono principalmente in due tipologie: per usi meccanici o per usi chimici. Quelli che riguardano l’orologio sono ovviamente i primi, dove le caratteristiche da prendere in considerazione sono:

– la pressione di esercizio;
– la dimensione della tenuta;
– il tipo di montaggio.

Affinché l’ O-Ring svolga correttamente il suo lavoro è fondamentale mantenere il giusto rapporto dimensionale con la sede che lo ospita. Se, ad esempio, l’alloggiamento prevede una guarnizione con sezione 0,4, ed invece se ne inserisce una da 0,3 o, peggio, un giunto da 0,5, si annullano i parametri dichiarati dal costruttore e la cassa corre il rischio di allagamenti. Il nostro “anello” deve rispondere a due fattori fondamentali: il carico e la dilatazione. Il primo indica la pressione in fase di chiusura, il secondo, la capacità di deformarsi, riempiendo gli interstizi, all’aumentare della pressione idrostatica. Si può comprendere bene, quindi, che serrare un fondello oltre una certa misura (la coppia di serraggio viene riportata nelle specifiche della cassa, ed è espressa in Ncm), non migliora l’impermeabilità, anzi la pregiudica. Inoltre, l’elasticità con il passare del tempo viene meno ed è necessario eseguire una sostituzione. Per un corretto e sicuro montaggio, è opportuno passare un sottilissimo strato di grasso al silicone: questo garantisce una maggior durata del giunto ma soprattutto eviterà che, in fase di scorrimento, il fondo lo porti fuori sede.

Anche l’apparente semplicità del cambio guarnizione richiede attrezzature adeguate, O-Ring di qualità e competenza da parte del tecnico.

Il test iperbarico è la prova inconfutabile che il nostro orologio sia pronto per andare in acqua. Qualsiasi laboratorio professionale si avvale dell’utilizzo di macchinari per tale valutazione. Sarà sufficiente sottoporre ad un controllo la cassa del nostro orologio qualche mese prima dell’estate, per scongiurare il pericolo di allagamento.

FONTE: Gianluca Macchioni (La Clessidra dal 1945)
"Se hai tutto sotto controllo significa che non stai andando abbastanza forte".
(Mario Andretti)
Immagine
https://seikomod.blogspot.com.es/
http://www.ebay.it/usr/ovni19642008

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Hydroman
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Re: Guarnizioni per diver

Messaggioda Hydroman » 27 ago 2018, 7:46

Spiegazione perfetta, ma come sempre... Ci vuole esperienza per scegliere la dimensione giusta.
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